accumulo ad aria compressa

Accumulo ad aria compressa: presto meglio delle batterie!

Autore: redazione

L’accumulo ad aria compressa è il sistema più efficiente per immagazzinare l’energia di sole e vento e bilanciare la rete elettrica, e rappresenta una soluzione più economica rispetto alle odierne batterie e più facilmente praticabile dell’accumulo a pompaggio. Almeno secondo gli scienziati del progetto dell’Unione Europea RICAS 2020.

Accumulo ad aria compressa: cos’è

L‘accumulo ad aria compressa consiste nell’impiegare l’energia elettrica prodotta in eccesso a basso costo (specialmente nelle ore notturne) dagli impianti eolici e fotovoltaici per comprimere dell’aria che, stoccata in camere sotterranee ermetiche create all’interno di miniere saline, viene poi rilasciata, a bisogno, attraverso una turbina a gas che genera elettricità. Il risparmio che si può ottenere è di circa il 40% di gas per la produzione della stessa quantità di energia elettrica.

Un sistema apparentemente perfetto, quello dell’accumulo ad aria compressa, che nasconde però una piccola falla: manca un sistema che immagazzini il calore prodotto durante la fase di compressione, per cui la struttura perde gran parte dell’energia potenziale dell’aria compressa.

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Accumulo ad aria compressa: il futuro

Secondo i ricercatori di RICAS 2020, però, la soluzione a questo problema esiste, e consentirebbe di ridurre drasticamente le perdite aumentando l’efficienza del sistema fino all’80%. Basterebbe che gli impianti venissero dotati di una seconda camera riempita di rocce che trattengano il calore, situata nel passaggio dell’aria verso il sito di stoccaggio e nel suo ritorno alle turbine.

Non solo: i partner del progetto stanno studiando nuovi concept che prevedano la possibilità di rendere possibile l’accumulo di aria compressa indipendentemente dalle condizioni geologiche incontrate nei luoghi con un’elevata domanda energetica che necessiterebbero di questa tecnologia. In effetti, a oggi, anche a causa di questo “limite” tecnico esistono solo due sistemi di accumulo ad aria compressa: il primo è stato installato nel 1978 ad Hundorf, Germania, e ha una potenza di 290 MW; il secondo, da 110MW, è nato nel 1991 in Alabama, ed è costato circa 600 $/kW.

Il progetto – ha dichiarato a Europapress uno dei ricercatori – si basa sulla convinzione che la nostra soluzione sia in grado di offrire un migliore accumulo di energia rispetto a quello delle batterie, grazie alla sua maggiore durata e un costo del capitale inferiore per kWh di energia immagazzinata. Ci aspettiamo inoltre che possa essere impiegata praticamente ovunque indipendentemente dal tipo di formazione geologica disponibile”.

EMERGENZA ENERGETICA

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