
Ricambi Commerciali: una valida soluzione tecnico economica
Autore: Fabio Russo
I Ricambi Commerciali sono prodotti affidabili? Che differenza c’è tra Ricambi Commerciali e prodotti OEM? I Ricambi Commerciali sono prodotti pirata? Cerchiamo di rispondere a queste e ad altre domande.
L’industria metalmeccanica in europea è impegnata da tempo confrontarsi con gli effetti della globalizzazione. Questa nuova condizione dà a tutti i costruttori, qualsiasi prodotto trattino, la possibilità di essere conosciuti attraverso la rete aumentando i numeri del proprio business ma allo stesso tempo li rende più vulnerabili alle spietate leggi di mercato.
Il cliente, oggi, usa la rete per scegliere, confrontare a spesso acquistare direttamente i prodotti che gli interessano. Sul web si trovano diverse valide alternative ai prodotti/servizi che vengono proposti: l’utente può confrontare schede tecniche, cercare recensioni di altri utilizzatori e trovare l’offerta di prezzo migliore. La rete dunque può rappresentare per chi produce un grave ostacolo così come una grande opportunità.
I grandi marchi che da tempo producono macchine industriali (e non solo), risentono come tutti gli altri di questa competizione che per gli addetti ai lavori dell’aftermarket è cresciuta anche nel settore delle manutenzioni.
Da quando la crisi dei vari settori industriali ha innescato la necessità di risparmiare anche sulle manutenzioni degli impianti, gli utilizzatori di macchine industriali, sia che si parli di piccoli artigiani che di grandi gruppi industriali, si sono mossi alla ricerca di alternative valide per soddisfare i loro bisogni.
Ed è stata proprio la rete a dar loro la possibilità di trovare aziende nel settore dei servizi che si sono specializzate in Ricambi Commerciali, ovvero prodotti alternativi per eseguire manutenzioni su macchine ed attrezzature che altrimenti, assistite dalle loro case costruttrici genererebbero dei costi di manutenzioni molto piu alti. Questa attività viene chiamata REVERSE ENGINEERING, un termine che racchiude la capacità di un’organizzazione di studiare tutte le caratteristiche di una linea di prodotto e le attività di service che devono essere eseguite su di esse, verificare le parti necessarie soggette a usura periodica, riprogettarle, ricostruirle (magari migliorandole lì dove necessario) e metterle sul mercato marchiandole con un brand specifico, appunto, quello di Ricambi Commerciali.
Per esempio nel settore industriale possono subire questo processo generatori, compressori, chiller, caldaie, pompe, motori elettrici ed endotermici, turbine, macchine a controllo numerico e tutto il settore delle cosiddette utilitis.
Di per sé la possibilità di utilizzare ricambi commerciali su macchine industriali (compreso il settore automotive) c’è sempre stata. Non vi è mai capitato di andare dall’auto ricambi per chiedere le pasticche dei freni della vostra auto e sentirvi dire “Le vuole commerciali o originali?”. Ma fatta salva la compatibilità del prodotto con quello chiamato OEM (original equipment manufacturer) al momento chi fa da padrone è sempre il prezzo.
I ricambi commerciali sono di scarsa qualità? Falso.
Questa convinzione abbastanza diffusa è frutto di una serie di campagne denigratorie impostate dai produttori degli OEM elaborate per tentare di arginare questo nuovo concorrente, in cui i prodotti commerciali vengono addirittura definiti “pirata”, definizione che certo non calza a questa soluzione ingegneristica. In realtà i prodotti dei brand alternativi e compatibili hanno una storia, un codice, un prezzo, una garanzia e vantano una serie di performance dichiarate dai costruttori. In pratica, hanno una loro identità. Al contrario il cosiddetto costruttore “pirata” è colui che cerca di imitare il prodotto e perfino la confezione cercando di confondere il cliente e sfruttando la sua buona fede. Una soluzione moralmente e legalmente sbagliata che va rimossa ed evitata dal mercato dell’aftermarket.
Per tentare di competere con i ricambi commerciali, i costruttori di prodotti OEM hanno tentato di giocarsi la carta del prezzo, abbassando drasticamente i costi al pubblico. Dinamica che ha sancito la definitiva presa di coscienza da parte degli utilizzatori che servirsi di prodotti alternativi e affidarsi ad aziende di service diverse da quelle dei costruttori può essere una soluzione alternativa tecnico/economica che non incide sull’affidabilità della macchina utilizzatrice.
Questa nuova dimensione rende il mercato dell’aftermaket piu dinamico e competitivo in un momento in cui la qualità del prodotto e dei servizi si confrontano tutti giorni, e dove il fine ultimo è – o almeno dovrebbe essere – la soddisfazione del cliente.
Contatta l’autore: fabio.russo@progettoenergiaefficiente.it




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