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classificazione dei gruppi elettrogeni

Noleggio gruppi elettrogeni: calcola il dimensionamento

Autore: Vincenzo Greco Manuli

Noleggiare un gruppo elettrogeno per l’energia temporanea può rivelarsi la scelta migliore per risparmiare, ma è importante che esso sia dimensionato in base alla rete dei carichi elettrici.

Un errore comune è scegliere il gruppo elettrogeno sulla base della somma delle potenze nominali dei carichi presenti in azienda (o addirittura in base alla potenza massima della cabina elettrica alla quale si è connessi) aggiungendo un 20% in più di potenza.

In realtà, per scegliere il corretto dimensionamento del gruppo elettrogeno bisognerebbe effettuare alcune considerazioni legate anche alla natura dei carichi da soddisfare.

Noleggiare un gruppo elettrogeno: valuta sempre la criticità del carico

La prima cosa da domandarsi prima di noleggiare un gruppo elettrogeno è quanto sia critico il carico che si intende alimentare con il gruppo elettrogeno. Cosa accade se si interrompe l’energia elettrica per un tempo anche limitato? Quale potrebbe essere il danno economico legato alla mancanza di energia elettrica?

Se l’energia non può mai mancare, allora bisognerà pensare a sistemi ridondanti collegati tra loro in parallelo freddo o, se non può essere accettata alcuna interruzione, allora i generatori verranno collegati in parallelo caldo, restando cioè sempre accesi con carico ripartito al  50%. Purtroppo in questo ultimo caso dovremo fare i conti con un consumo molto più elevato di carburante rispetto all’uso di un solo generatore. Si parla di valori di consumo specifico di gasolio di circa 45o gr/kWh  contro i  circa 300 gr/kWh nel parallelo freddo.

È importante inoltre fare una stima del possibile danno economico diretto o consequenziale in modo da assicurarsi un’adeguata copertura assicurativa “all risks”.

Dimensionamento del Gruppo elettrogeno

Prima di noleggiare un gruppo elettrogeno bisogna calcolare la potenza che ci occorre considerando:

  • la potenza massima richiesta dai singoli carichi nella fase di avviamento;
  • la sommatoria delle potenze massime dei carichi in funzione della loro contemporaneità;
  • la capacità del gruppo elettrogeno di sostenere i carichi istantanei;
  • se i carichi sono sostenibili solo se il generatore è acceso;
  • se il profilo di carico è prevedibile oppure no.

Bisognerà dunque, tra le altre cose, analizzare la natura dei carichi da alimentare, il loro assorbimento di corrente, la variazione del fattore di potenza (cos ϕ) e il grado di contemporaneità nel funzionamento. Alcuni tipi di carico, come ad esempio quelli dove prevale la presenza di motori elettrici, registrano un assorbimento d’energia elettrica molto elevato nella fase di prima alimentazione. In questi casi può essere necessario limitare l’avviamento contemporaneo di tutti i motori elettrici, accertandosi che la potenza assorbita durante le fasi transitorie sia compatibile con quella applicabile al gruppo elettrogeno.

Può quindi succedere che il picco di carico richiesto dall’utenza sia superiore alla potenza disponibile ai morsetti del gruppo elettrogeno: in questo caso occorre trovare il modo di ritardare alcune inserzioni di carichi.

Esistono sul mercato dei validi sistemi di Energy Management che, opportunamente inseriti nell’impianto, consentono il controllo dei picchi di carico favorendo l’utilizzo di più piccoli generatori.

L’impatto economico di un sovradimensionamento

Scegliere un sistema di produzione di energia elettrica con gruppi elettrogeni sovradimensionato per “andare sul sicuro” non si rivela mai la scelta giusta da punto di vista economico perché avrà un forte impatto negativo sui costi per KWh e su quelli di manutenzione (scopri di più sulla manutenzione dei gruppi elettrogeni).

Infatti, un gruppo elettrogeno che funziona costantemente a tassi medi di potenza molto più bassi dalla sua potenza massima, oltre a comportare maggiori costi d’esercizio, implica anche che il motore diesel,  non raggiungendo mai regimi termici nominali, lavora con rendimenti molto bassi. E questo porta a elevati consumi specifici di combustibile associati a fenomeni di trafilamento dell’olio che, anziché fuoriuscire con i gas di scarico, si condensa. Gli interventi di  manutenzioni diverranno di conseguenza più frequenti.

Conclusioni

Se hai deciso di noleggiare un gruppo elettrogeno, non dimenticarti di:

  • installare un sistema di monitoraggio dei consumi elettrici ed imparare a conoscere i tuoi consumi in dettaglio;
  • cercare di capire come rendere i tuoi consumi “prevedibili” in modo da poter programmare con sufficiente anticipo accensioni e spegnimenti dei gruppi elettrogeni;
  • verificare bene i termini contrattuali della tua polizza assicurativa sulla “Business Continuity“;
  • non sottovalutare l’aspetto dell’approvvigionamento del carburante necessario al tuo fabbisogno elettrico (impatto economico, impatto logistico, come gestire l’esposizione finanziaria, come gestire la logistica del carburante soprattutto a fine progetto, chi si farà carico della rimozione del gasolio residuo, ecc);
  • affidarti, per la gestione delle Accise, a fornitori di provata esperienza dotati di flotte con licenza di autoproduzione.

EMERGENZA ENERGETICA

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