
Economia Circolare: un’opportunità di business per gli italiani
Autore: Denise Cumella – One Hour Marketing

Denise Cumella
L’economia circolare può creare nuove opportunità di business. No, non si tratta di pura utopia ma di un dato di fatto facilmente dimostrabile. Basti pensare agli indubbi vantaggi che può offrire l’economia circolare a un’azienda che comincerebbe da subito a risparmiare sui costi di approvvigionamento utilizzando materie prime seconde, e non sarebbe più esposta alla volatilità delle materie prime.
Se fino a oggi le imprese valutavano solo il ritorno d’immagine che può offrire l’economia circolare (secondo un’indagine di GfK Eurisko in effetti 1/3 dei consumatori tiene conto della sostenibilità ambientale e sociale quando deve valutare l’acquisto di un prodotto), finalmente si comincia a parlare anche di convenienza economica e di generazione di opportunità di business. L’Economia Circolare permette infatti, con il supporto di una buona assistenza e manutenzione, di prolungare la vita utile del prodotto finito e di consentirne più cicli di utilizzo mediante la raccolta e il riutilizzo di alcune parti del prodotto usato.
Per questo l’Unione Europea ha approvato il Pacchetto per l’Economia Circolare per supportare imprese e consumatori nel loro viaggio verso la sostenibilità. Il Piano d’Azione prevede uno stanziamento di 5,5 miliardi di euro per attività di trattamento rifiuti e 650 milioni di euro per ricerca ed innovazione.
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“Le due parole Economia Circolare sono una realtà che contraddistingue il nostro paese – ha assuicurato Stefano Ciafani, presidente Legambiente – L’Europa ha appena varato un pacchetto di direttive che impongono a tutti i paesi membri una serie di obblighi per chiudere il ciclo e per evitare l’economia lineare da qui al 2035. Ma l’Italia su diversi fronti già pratica oggi quello che l’Europa chiede di fare entro i prossimi 20 anni. C’è da riprogettare i beni, c’è da ripensare a tutti i prodotti considerando il loro fine vita, c’è da abbandonare l’utilizzo delle fossili per sviluppare sempre di più l’uso delle rinnovabili, e si può fare già da oggi. Basta l’ingegno (e l’Italia ce l’ha), basta la volontà delle imprese, e su questo l’Italia può contarci, ma servirebbe un po’ più di volontà politica perché le istituzioni nazionali e locali in questo paese non supportano imprenditori e manager visionari. Dovremmo risolvere il problema della politica che, pur non dovendo prevedere corsie preferenziali per questo tipo di iniziative, non deve nemmeno costruire ostacoli continui”.
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Sono tanti gli esempi virtusi di Economia Circolare offerti dal Bel Paese. C’è la Dell’Orco e Villani di Capalle, azienda di Prato che sfrutta gli scarti tessili per produrre filati, tessuti non tessuti, ovatte e pannelli isolanti per l’edilizia. C’è Armadio Verde di Milano che ha ideato l’armadio condiviso, un negozio dove i vestiti non si comprano ma si scambiano.
C’è la Catalyst di Firenze che usando materiali riciclati provenienti dall’edilizia ha ottenuto mattoni in grado di produrre muri con resistenza al taglio diagonale del 24% superiore a quella possibile con mattoni normali. E c’è la cooperativa Il Giardinone, che sfruttando fondi di caffè esausti ha creato Fungo Box, il kit per coltivare in casa funghi buoni e sostenibili.
Il talento, le capacità innovative e l’impegno sulla responsabilità sociale di queste e altre imprese nostrane ci indicano la strada giusta da battere per uscire da una crisi troppo lunga.
Contatta l’autore: redazione@progettoenergiaefficiente.it




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