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Industria 4.0: se non cambi… sei fuori!

Autore: Benigno Melzi D’Eril de I Quaderni dell’Aria Compressa

Siamo nel periodo dell’anno dove si assiste a una grande – forse la maggiore – concentrazione di fiere e di convegni a tema. Per quanto riguarda il campo manifatturiero, i settori coinvolti sono i più diversi: dalla meccanica all’automazione, alla componentistica, all’automotive. Ma c’è un tema che, comunque, tanto o poco, li coinvolge tutti (o quasi): non c’è manifestazione che, per incuriosire espositori, visitatori, pubblico interessato, non porti nei suoi padiglioni, nei suoi workshop, nei suoi incontri, il tema dell’Industria 4.0.

Questa rivoluzione industriale, nata in Germania ormai più di 5 anni fa, inizia a fare breccia in Italia, non solo fra gli addetti ai lavori, ma anche fra gli imprenditori, seppure una grossa fetta di essi pensi ancora di poterla ignorare.

Sono le aziende più grandi e strutturate quelle che si sono maggiormente impegnate in questa trasformazione, perché hanno sia le conoscenze adeguate sia dei budget che lo consentono. D’altra parte, la fabbrica digitale non è un prodotto standard che si compera al mercato: ogni azienda ha il suo livello di possibile interazione. Se consideriamo, poi, che in Italia, la maggior parte delle aziende è costituita da quelle medio-piccole, ecco una delle ragioni di quanto appena detto.

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Industria 4.0: perché cambiare SUBITO

Sono quindi le imprese maggiori che dovranno trascinare quelle minori, perché, nella supply chain, è necessario poter dialogare allo stesso modo. Non va dimenticato, infatti, che Industria 4.0 è una rivoluzione non solo tecnologica ma anche culturale, nell’accezione più ampia del termine, che coinvolge i cervelli, i processi, i servizi, i fornitori.

Chi non si adeguerà al cambiamento uscirà presto dal mercato: la velocità del cambiamento non ammette ritardi. Condividi il Tweet

L’offerta dal Piano Nazionale Industria 4.0

Per questo motivo è necessario che le aziende colgano l’occasione offerta dal Piano Nazionale Industria 4.0, che

  1. fornisce incentivi fiscali per l’acquisto di tecnologie 4.0 acquistate nel 2017 e messe in funzione nel 2017;
  2. fornisce incentivi fiscali per l’acquisto di beni che verranno messi in funzione nel primo semestre 2018, ma per i quali sia stato pagato nel 2017 un acconto pari al 20%;
  3. prevede una serie di azioni volte a diffondere le necessarie conoscenze (un’opportunità da non perdere, perché l’operatore, a tutti i livelli, dovrà anche saper leggere i “data” e prendere decisioni in modo più consapevole).

Conclusioni

La rivoluzione industriale (che non è solo tecnologica ma anche culturale) è arrivata anche in Italia, è inutile far finta di niente. L’Industria 4.0 è già realtà e tutti dovranno adeguarsi, non solo le grandi aziende. Cogliete al volo l’occasione offerta dal Piano Nazionale Industria 4.0 e non ve ne pentirete.

Tratto da: I Quaderni dell’Aria Compressa

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