Progetto Energia Efficiente Forum PE The day after COVID 19

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    • vincenzo
      Partecipante
      Post totali: 14
      #4051 |

      Ciao voglio affrontare un tema forse troppo in anticipo forse no.
      Come sarà il business il giorno dopo COVID19?

      Quali saranno i nuovi modelli di Business?
      Esisteranno ancora i Coworking?
      Gli Open space?
      come cambierà il mondo della interazione tra fornitori clienti ?
      Potremmo ancora visitare i clienti?
      E le reti ce la faranno a sopportare il carico come dovranno adeguarsi?

      Quali sono le opportunità i rischi le minacce ed i punti di forza che abbiamo appreso?

      IN Cina alla riapertura non si é vista la ripresa anzi tutti i supermercati vuoti ed un fiorire delle micrattività é la fine di tutte le atività a volume?

      Le nostre aziende sopravviveranno e come ?

    • michelerutigliano
      Partecipante
      Post totali: 1

      Io penso che ci aspetta un momento difficile, siamo tutti impreparati, è una situazione nuova per tutti. Si sono trovati preparati i governi, anche quelli che pensavano si trattasse solo di una influenza o che bastasse l’immunità di gregge si sono ricreduti, anche noi imprenditori, dal più piccolo alle grandi imprese, ognuno deve pensare a come riconvertire, almeno una parte del proprio business. Io mi occupo di climatizzazione, ho chiamato qualche cliente per sentire il loro punto di vista. Quelli più colpiti sono quelli del mondo del turismo, anche perché sono stati i primi a chiudere e saranno gli ultimi ad aprire (per la maggior parte delle persone, andare in vacanza, sarà l’ultima cosa a cui pensare), ed è stato proprio uno di loro a darmi un’idea. “Michele, vedrai che avretr tanto da lavorare con la sanificazione degli impianti, c’è anche il credito di imposta “. Questo consiglio mi ha fatto riflettere, (sarò un po’ cinico?), è giusto prepararsi a questa probabile nuova attività. Però non è semplice: La burocrazia in Italia è quella che è (abilitazioni alla camera di commercio ecc) e trovare DPI e prodotti per la sanificazione in questo momento è un’impresa ardua…

      • vincenzo
        Partecipante
        Post totali: 14

        Forse e’ una grande opportunità per il nostro paese ma occorre saperla cogliere. Ieri ho visto un intervento del CEO di Dallara fatto prima del COVID19 e ha citato la capacità degli Italiani nel gestire il CAOS.
        Speriamo che sia così!

    • vincenzo
      Partecipante
      Post totali: 14

      Si la Sanificazione potrebbe essere un business che crescerà’ ma prima o poi la gente tornerà a viaggiare tornerà a frequentare gli eventi.
      Chissà come funzionerà il mondo degli uffici avremmo ancora bisogno di uffici grandi o si useranno a rotazione quindi meno metri quadri…?

    • Michele
      Partecipante
      Post totali: 2

      La crisi causata dal coronavirus avrà senza dubbio effetti significativi sulla globalizzazione, in particolare sulla delocalizzazione e sugli scambi. Negli ultimi decenni c’è stata una forte delocalizzazione di imprese manifatturiere verso la Cina, attratte dai bassi salari e da una regolamentazione piuttosto lasca. Oggi, ad esempio, l’India e il Giappone dipendono dalla Cina per il 60% delle loro importazioni di componenti elettroniche. Gli Usa ne dipendono per il 50%. La crisi del coronavirus ha spezzato queste catene del valore mettendo imprese, e interi comparti, in serie difficoltà.
      Tutto sarà da ristabilire , ma è ancora presto per capire come e cosa .

    • vincenzo
      Partecipante
      Post totali: 14

      Penso che dovremmo fare molta più attenzione domani mattina a prevedere nei nostri piani per il futuro anche piani d’emergenza e non considerare gli eventi negativi solo come “sfiga” e’ giunto il momento di gestire i rischi.

      • vincenzo
        Partecipante
        Post totali: 14

        se non sbaglio c’é in atto a livello globale un processo di rilocalizzazione sostenuto anche da interventi statali come il Giappone appunto che ha investito qualche miliardo di dollari per incentivare il rientro in patria dalla Cina di alcune produzioni.
        L’Italia dal canto suo in tempi non sospetti e del tutto a spese degli imprenditori aveva già in atto una rilocalizzazione importante.
        Forse un pò più di lungimiranza del legislatore “regolatore” dovrebbe essere d’aiuto per mantenere un minimo sindacale di attività nel paese per non dipendere da altri in caso di epidemia o cose simili.

    • MarcoF
      Partecipante
      Post totali: 1

      Ciao a tutti! Penso che dovremmo dare un significato alla parola “ripartenza” io penso che ci saranno due fasi, una in cui conviveremmo ancora con il virus e dovremmo usare ancora l’armatura come i cavalieri, quindi rispettare il buonsenso, le distanze, l’uso della tecnologia sarà fondamentale per le nostre aziende ed in questa prima fase, non penso si possa parlare di vera ripartenza.. ma arriverà la luce alla fine del tunnel, la minaccia verrà in qualche maniera debellata e torneremo finalmente
      alla normalità fatta di scambi umani, di strette di mano, di abbracci, di contati umani… allora ci sarà la vera ripartenza!! Sia economica che umana…
      vorrei porre io una domanda… vorrete davvero vivere in un futuro solo digitale? Tecnologia estrema ma senza anima e calore??

    • fabio
      Partecipante
      Post totali: 1

      Tanto più sarà lunga la pandemia, tanto più cambierà quello a cui siamo stati abituati fino ad ora .

      La mia azienda per effetto delle disposizioni e relativo codice Ateco è rimasta aperta , ma come potete immaginare
      Il lavoro è ridottissimo . Per le aziende che hanno bisogno dei ns servizi su impianti aria compressa è prevista un
      Comportamento molto restrittivo quando entriamo nei loro siti produttivi.
      Questo mi fa pensare che per effetto del distanziamento sociale sarebbe meglio che i ns tecnici espletassero le attività alle quali siamo chiamati , Di notte o in orari più adatti alle esigenze di cui parlavo.
      In questo modo ci sarebbe la possibilità di lavorare più speditamente .
      Il sistema potrebbe riguardare anche altre attività : elettricisti, idraulici , edili , etc..
      Dovremmo attrezzarci implementando la tele gestioni a distanza degli impianti ed eseguire interventi mirati .

      I commerciali che di solito visitano 3- 4 clienti al giorno saranno forse costretti a diventare super tecnologici e organizzare call conference in ambienti preparati e super attrezzati, sempre che le reti ci assistano adeguatamente.
      Gli amministrativi saranno i piu agevolati, lavorare da casa e su obiettivi mirati potrà essere un beneficio per tutti.
      Comunque penso che tutto questo Si ridimensionerà quando avremo il vaccino .

    • roberto
      Partecipante
      Post totali: 1

      Sicuramente ci sarà un incremento delle aziende di sanifificazione, e credo che anche dopo la pandemia, i servizi di sanificazione continueranno ad esistere anche come forma obbligatoria per tutte le attività in cui è presente un pubblico o comunque assemblamenti di più persone.
      Molte attività avranno un incremento di lavoro, per esempio la commercializzazione di tutta l’eletronica, comprendendo sistemi di controlli automatici per il rilievo delle persone in ingresso ed uscità dai locali, visto che tutte le attività avranno un limite di contemponereatà all’interno di ogni locale, intendo ristoranti, cinema, teatri ecc… ecc.. stessi controlli per le temperature corporee individuali ma nella massa, tutti i programmatori di software dovranno implementare i programmi e tutti a casa saremmo attrezzati con nuovi pc più confortevoli. Insomma fin qui tutti questi operatori avranno un incremento lavorativo.
      Io personalmente sono un costruttore edile, e vedo nella mia categoria due situazioni: La prima purtroppo sarà spaventata dal futuro e bloccherà le ristrutturazioni in programma ( per esempio ho già avuto due clienti che mi hanno chiesto per ora di sospendere due contratti già firmati per lavori di ristrutturazione facciata…
      La seconda invece avrà voglia di migliorare il confort abitativo, magari incrementeranno le loro abitazioni con nuove aperture sull’esterno per avere piu luce naturale, avere dei balconi per chi non li ha, piuttosto che creare nuovi terrazzi, oppure vendere la propria abitazione ( che se non ha requisiti di spazi esterni confortevoli subirà una forte svalutazione) per avere una villetta o villa con giardino. Insomma la voglia di migliorare la propria abitazione toccherà molte persone.
      Il covid-19 smetterà di esistere e a noi rimarranno per sempre nuove abitudini, tutto pian piano tornerà quasi alla normalità, ma sicuramente avremmo bisogno di spazi diversi ed igiene diverse, mi immagino aerei nel quale non saremmo più ammassati come sardine… e chissà quante altre cosè.. la morale è che saremo tutti presi a costruire il nuovo futuro e questo darà nuova economia.
      Certo molte attività soffriranno, ma tutti tutti dobbiamo essere propensi al cambiamento senza lamenti e resistenze.
      Il nostro stato deve fare uno sforzo mai fatto, deve aiutarci tutti in questo nuovo cambiamento e così torneremo a risplendere tutti e con una nuova buona energia. Chissà quante cose si possono ancora scrivere… ma mi fermo qui perchè spero di non essere stato logorroico.
      Buona salute a tutti!

    • vincenzo
      Partecipante
      Post totali: 14

      Dopo tutta questa clausura la voglia delle persone per il verde i giardini e terrazzo sarà esplosiva.

      Ci sarà molta più attenzione io credo alle proprie abitazioni che dovranno avere spazi da dedicare al lavoro.

      L’architettura è l’edilizia avra’ bisogno di nuove idee da soddisfare.

      Al lavoro le aziende preparano un futuro con distanze tra le persone che si tradurrà in ambienti meno affollati con gente a casa ed altro in ufficio.

      Sarà interessante capire come si muoverà’ il mercato immobiliare dopo il COVID..

    • fabio.fidanza
      Partecipante
      Post totali: 1

      Ritengo che almeno in una primissima fase bisognerà imparare a lavorare minimizzando al massimo i contatti umani, aumentando gli spazi in azienda, migliorando hardware e software per la digitalizzazione e gestione del lavoro da remoto. Bisognerà a livello organizzativo meglio segregare il personale che interagisce con l’esterno rispetto a chi è stanziale in Azienda e poi lavorare molto nella standardizzazione delle attività che in una prima fase garantiscono una base di ricavi senza grandi necessità di confronto con i Clienti che invece dovessero richiedere confronti più diretti per l’elaborazione di soluzioni customizzate.

      • vincenzo
        Partecipante
        Post totali: 14

        Abbiamo l’opportunità di avvantaggiarci se solo comprenderemo quali dinamiche economico saciali si modifecheranno.

        Shipping – le navi da crociere anticiperanno le manutenzioni

        Telecom Data center – lo Smart working ha stressato le infrastrutture ed ha evidenziato tutti i limiti delle connessioni casalinghe adatte al download ma inadatte all’upload … nuovi investimenti in linee a fibra ottica nell’incremento di banda e nella capacità di storage dei data center…etc..

        Real estate soffriranno molto perche avranno vita nuova i coworking, dovranno essere rivisti anche gli uffici avranno bisogno di più spazi o meno a secondo o meno che si ricorra allo smart working.

        I servizi in remoto vedranno un escalation e l’usa della realtà aumentata sarà molto utilizzato.

        Ci sarà’ molta più attenzione alla stesura di piani di emergenza per le aziende città pubblico e privati.

        Se poi comprenderemo come certificare i nostri lavoratori ( con screening rapidi ) e sanificazioni certificati per i nostri prodotti allora saremo i primi al mondo …. ma su questo punto ne riparliamo prossimamente…

    • Fabio D
      Partecipante
      Post totali: 1

      Sicuramente la ripresa post Covid porterà con se diversi aspetti e fattori tutti citati e tutti estremamente corretti.
      Dal mio punto di vista fino a che non sarà rilasciato un vaccino bisognerà essere in grado di convivere con il virus attraverso una ferrea restrizione dei comportamenti che prima della pandemia potevano essere ritenuti la normalità.
      In prima battuta sarà ancora il benessere e la salute di tutte le persone a farla da padrone, attraverso un’attenta ottemperanza alle regole sanitarie come ad esempio l’utilizzo obbligatorio delle mascherine già adottato da alcuni comuni e dalla regione Lombardia.
      Gli uffici e tutti gli spazi comuni potrebbero essere soggetti a disinfestazioni periodiche, garantendo sempre le distanze minime di sicurezza tra le persone e quindi a mio avviso uffici ampi e spaziosi sono sempre più predisposti al vigore di tali misure.
      fornitori, collaboratori e clienti ma forse anche i dipendenti stessi potrebbero essere soggetti a dei controlli per ogni ingresso presso le aziende che si potrebbero attrezzate attraverso l’utilizzo di software che gestiscano delle termocamere e diano il consenso o meno ad abilitare l’apertura di varchi prestabiliti come ad esempio tornelli, previa accettazione della temperatura corporea.

    • Feliciano
      Partecipante
      Post totali: 1

      Sono convinto che entro la prima quindicina di Maggio la maggior parte delle attività riapriranno, ma finché la pandemia non sarà sotto controllo tutto procederà con lentezza, con più costi dovuti ai presidi igienico sanitari e con un grande dispendio di energie. Questa situazione immagino durerà tutta l’estate per poi tornare gradualmente alla normalità da Settembre in poi.
      Penso anche che a seguito di questa situazione il commercio online avrà un notevole incremento, lo smart working contrariamente a ciò che pensano in molti, avrà un piccolo incremento in quanto soprattutto per noi Italiani la socialità è importante.
      Dal punto di vista socio economico immagino che molte aziende che già prima erano in difficoltà subiranno un duro colpo, rischiando di mettere in difficoltà l’intera filiera, con conseguente aumento della disoccupazione.
      Questo farà sì come spesso avviene in questi casi, che per molti altri ci saranno nuove opportunità di guadagnare fette di mercato nonché di mettersi in gioco, e pian piano nel giro di un paio di anni tutto tornerà alla normalità. Spero con una nuova consapevolezza acquisita durante questa dura ma importante, per molti versi, lezione di vita.

    • alebasi
      Partecipante
      Post totali: 1

      Situazione molto particolare, mai vissuto nulla di simile spesso mi sento disorientato. Difficile anche allinearsi tra persone e soci abbiamo tutti una nostra idea in merito al COVID. Inizialmente avevo sottovalutato gli effetti che avrebbe avuto sul mercato ora mi rendo sempre più conto degli effetti già ben visibili e di quelli che arriveranno nei prossimi mesi. Un settore come l’edilizia completamente fermo probabilmente sarà tra i più colpiti da questa crisi. Leggo nelle persone, colleghi, clienti la paura credo che questo sia il nemico numero uno, alimentato a gran voce dai media. Stiamo valutando scenari da qui a fine anno per ipotizzare come traghettare l’azienda il più velocemente possibile fuori da questa burrasca…Il confronto con voi colleghi imprenditori ora più che mai fondamentale per trovare velocemente le strategie giuste.

    • vincenzo
      Partecipante
      Post totali: 14

      L’ho trovato molto bello non e’ mio ma l’ho condiviso…

      Essere operativi per la ripartenza, si. Ma il nostro domani si costruisce già oggi.
      Siamo capitati, inciampati e rimasti intrappolati in questa realtà che ha in pochi giorni rivoluzionato il mondo ed in particolare il mondo del lavoro.
      La tecnologia che in molte aziende si faceva ancora fatica a digerire e su cui spesso non si investiva in modo ragionato e accurato, è diventata di fatto l’unico modo per poterle far andare avanti.
      Oggi le riunioni si svolgono online, le vendite si fanno online, le relazioni sociali, il contatto e dialogo coi partner, coi soci, coi propri dipendenti, si svolge online.
      E proprio per questo oggi più che mai non dobbiamo mostrarci presi alla sprovvista, improvvisati, arrancanti di fronte alla necessità di dover gestire tutto, o quasi, da remoto.
      Prima era più facile avere a che fare con clienti, fornitori, investitori e collaboratori dal vivo, si poteva improvvisare, si aveva un feedback non verbale immediato da parte delle persone coinvolte e se anche le nostre presentazioni erano ricche di testi densi ed elenchi puntati interminabili, con il nostro carisma, con la nostra presenza riuscivamo a cavarcela ed impressionare positivamente i nostri interlocutori.
      La realtà di oggi e del prossimo futuro è differente.
      E per cavalcarla non basta saper usare Teams, Skype o Zoom.
      Occorre formarsi, imparare a stare davanti ad una webcam e riuscire ad avere lo stesso impatto sugli altri che si aveva dal vivo.
      E importante presentarsi bene, curare il video e l’audio, sapere cosa dire e come comunicarlo al meglio.
      Per risultare autorevoli, professionali e competenti, occorre imparare Ora ad usare strumenti nuovi e tecniche nuove.
      Adesso siamo di fronte ad una sfida, sta a noi decidere se accettarla.
      Per farlo però dobbiamo formarci, dobbiamo formare i nostri collaboratori e scegliere gli strumenti giusti per le nostre aziende.
      In questo momento io sono nella mia camera, seduto sul mio letto, circondato dalle foto dei miei figli.
      Voi invece mi vedete nel mio ufficio, il mio volto è ben illuminato e la mia voce si sente bene.
      Ciò che dico arriva forte e chiaro.
      È così che da oltre due mesi organizziamo i meeting coi i nostri dipendenti, con partner e soci.
      Tutto questo richiede una preparazione che non si può improvvisare.
      Quello che il nostro interlocutore recepisce è quello che vede sul suo schermo che per altro è anche pieno di altre distrazioni.
      Le nostre argomentazioni vanno fatte Live, organizzando i contenuti e il nostro speech in modo da emozionarlo, tenerlo incollato allo schermo e mostrargli ogni cosa nel giusto momento in funzione di quello che stiamo dicendo.
      Le videoconferenze che tutti stiamo facendo non devono essere semplici chiamate video con più persone, devono essere delle vere e proprie performance live con degli scopi ben precisi, sia che si tratti di convincere un cliente, che di gestire un team.
      Per riorganizzare il nostro futuro insomma dobbiamo ripensare al nostro presente.
      Occorre dedicare del tempo in formazione oggi, per poter fare la differenza domani.
      Tutto ciò peraltro, se curato con attenzione, può darci grandi opportunità.
      Pensiamo solo agli incontri, se prima organizzare due incontri uno a Verona e uno a Roma, richiedevano due giornate, ora in mezza giornata possiamo raggiungere tutta l’Italia.
      Nonostante tutto mi piace sempre vedere il bicchiere mezzo pieno.
      Grazie

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