Incentivi energia

Energia e incentivi per le aziende: cosa accadrà dopo il 2021?

Autore: Vincenzo Greco Manuli

Quando si parla di energia e incentivi lo si può fare solo al presente, perché nessuno (o quasi) sa cosa accadrà dopo il 2021.

Il sistema “interconnector” riesce a garantire agevolazioni alle imprese, in funzione dell’investimento sull’interconnessione della rete con altri Paesi, solo fino al 2021. E poi? Per il momento il governo pantastellato non pare intenzionato a concedere proroghe…

E sì, è già il caso di cominciare a preoccuparsi.

Perché in diversi settori ad alta intensità di capitale, come quello siderurgico, è importante investire già da oggi su un impianto avendo già ben chiari in mente quali saranno i costi di produzione da sostenere tra un paio d’anni, quando sarà finalmente in funzione. Ovvio che tutta questa incertezza vada a discapito degli investimenti.

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«Sia chiaro, le imprese non si tirano indietro — ha dichiarato al Corriere Giuseppe Pasini, a capo del comitato energia di Confindustria —. Entro il 2030 il 60% dell’energia dovrà essere prodotto da rinnovabili e noi siamo in campo. Si parla di 300 miliardi di investimenti in 10 anni. Ma il cambiamento deve avvenire per gradi e in modo sostenibile anche dal punto di vista dei bilanci. Interconnector e interrompibilità insieme con le agevolazioni per gli energivori vanno rinnovati».

Più che comprensibile la necessità dell’industria del Bel Paese di gareggiare a condizioni comparabili con quelle dei competitor europei, almeno in campo energetico. Come fa notare Franco Manfredini, presidente della commissione energia di Confindustria Ceramica, noi italiani «paghiamo il 17% in più dei tedeschi l’energia che generiamo dal gas. Competere così diventa difficile».

Contatta l’autore: vincenzo.grecomanuli@progettoenergiaefficiente.it

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