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Certificati Bianchi: cosa cambia con le nuove linee guida?

Autore: LUCIANO TELLI

Lunedì 3 aprile 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale 11 Gennaio 2017. Il provvedimento determina gli obiettivi quantitativi di risparmio energetico nazionale da raggiungere nel triennio 2017 – 2020 e stabilisce i criteri per l’approvazione delle Nuove Linee Guida per l’ottenimento dei Certificati Bianchi relativi ad interventi di efficienza energetica.

Il nuovo decreto introduce diverse sostanziali modifiche rispetto al precedente impianto regolatorio sottostante il meccanismo di incentivazione.

  • In primis sarà possibile presentare progetti afferenti due sole tipologie: standard o a consuntivo.
    In entrambi i casi è comunque necessario eseguire una campagna di misura ante intervento e l’istanza per l’ottenimento dell’incentivo va presentata prima dell’esecuzione dell’intervento stesso. Per i progetti standard riguardanti interventi ad alta ripetibilità sarà possibile effettuare misure a campione su un numero di dispositivi ritenuti rappresentativi. Qualora si voglia redigere un progetto a consuntivo, invece, le misure precedenti l’intervento dovranno durare 12 mesi. La durata può essere inferiore solo se si dimostra, attraverso un’idonea giustificazione tecnica, che il periodo proposto è sufficientemente rappresentativo del processo analizzato.
  • La novità più importante riguarda l’abolizione del coefficiente di durabilità (τ) che anticipava parte dei risparmi conseguibili nell’arco della vita tecnica dei componenti, concentrandoli esclusivamente nei 5 anni di erogazione dell’incentivo. Pertanto il numero di Certificati Bianchi richiesti per ogni progetto è pari alle tonnellate equivalenti di petrolio (tep) effettivamente risparmiate grazie all’intervento durante il periodo di rendicontazione. A fronte di tale variazione, si abbassano notevolmente le soglie minime di accesso al meccanismo e si allunga il periodo di percezione dell’incentivo. Infatti, per far sì che un progetto standard risulti ammissibile, si deve conseguire un risparmio energetico addizionale pari ad almeno 5 tep/anno (rispetto a 20 tep/anno necessari in precedenza), mentre un progetto a consuntivo deve raggiungere un risparmio addizionale di 10 tep/anno (anziché i 60 richiesti ai sensi del D.M 28 dicembre 2012) . La durata dell’erogazione dell’incentivo varia invece tra i 7 e i 10 anni come definito nella tabella 1 del decreto stesso.

Dal punto di vista burocratico i Titoli di Efficienza Energetica vengono riconosciuti direttamente al soggetto titolare dell’intervento, salvo che quest’ultimo non deleghi espressamente l’accreditamento degli stessi sul conto di proprietà di un soggetto terzo proponente del progetto.

certificati-bianchi-2La valutazione tecnica dei progetti è affidata agli stessi enti che se ne facevano carico in precedenza (GSE, RSE ed ENEA) ma le tempistiche procedurali risultano più lunghe (90 giorni per la valutazione della prima versione del progetto, 60 per la valutazione delle eventuali integrazioni richieste).

Ad oggi non emerge maggiore oggettività nella definizione dei criteri di valutazione dell’addizionalità dei risparmi, sebbene il Ministero e gli altri organi preposti si siano impegnati ad emanare delle Guide Operative all’interno delle quali verranno definiti gli standard tecnologici e gli indici prestazionali di riferimento per i diversi settori.

Una volta che il nuovo meccanismo di incentivazione sarà andato a regime, le novità appena descritte potrebbero tradursi in una sensibile contrazione del volume di Certificati Bianchi richiesti ed ottenuti dai diversi operatori del settore, che verrà auspicabilmente compensata da una considerevole crescita del prezzo medio di scambio dei Titoli sul mercato.

Tuttavia solo il tempo potrà dire se questa riforma avrà rappresentato un ulteriore slancio od un vincolo per la promozione ed il miglioramento dell’efficienza energetica in Italia.

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Contatta l’autore: luciano.telli@progettoenergiaefficiente.it

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