Efficientamento

Aria Compressa: sicuro di sfruttare al 100% il tuo impianto?

Autore: Luciano Telli

Chi come noi ha passato una vita facendo consulenza negli impianti industriali lo considera un segreto di Pulcinella. Tuttavia, tra le tante informazioni scaturite dalle Diagnosi Energetiche, che nel 2015 per la prima volta hanno obbligato grandi aziende e PMI Energivore ad analizzare nel profondo il proprio modo di consumare energia, una in particolare ci rinfranca:

incidenza aria compressa per settore

Incidenza dei consumi specifici di energia elettrica per settore

l’Aria Compressa è uno degli usi energetici più importanti e rilevanti nell’industria italiana, con incidenze che vanno dal 10% nel tessile al 12,5% nell’automotive fino al 26% nel chimico.

La principale peculiarità dell’aria compressa è il fatto di essere trasversale a qualunque settore produttivo, utilizzata in molteplici fasi dei processi aziendali, sia come ausiliari alla produzione (macchine pneumatiche, movimentazione dei materiali, processi chimici) sia per servizi generali, pulizie, etc.

Temendo che la carenza o la mancanza di aria compressa possa impattare negativamente sulla produzione, però, molti imprenditori ancora oggi compiono un fatale errore, preferendo la ridondanza all’efficienza. In sostanza pensano sia meglio avere un doppione per ogni compressore “che non si sa mai…”!

Contatta l’autore: luciano.telli@progettoenergiaefficiente.it

Per ragioni economiche, tuttavia, sarebbe meglio avere un approccio più oggettivo ed efficiente: che senso ha aggiungere investimenti ridondanti (perché i compressori costano!) ad un centro di costo che ha già un impatto sui costi di gestione con un’incidenza altissima? È pura frenesia gestionale! Alle considerazioni economiche aggiungiamo anche il vecchio buon senso! Ponetevi la domanda:

Prima di acquistare Aria Compressa in più, sono proprio sicuro che uso tutta quella di cui già dispongo?

Ogni qualvolta si prova a dare una riposta a questa domanda ci si para davanti un’inquietante verità: molte aziende energivore stanno semplicemente versando acqua in un secchio bucato da anni. Non sarebbe il caso di fermarsi e tappare quel buco?

Per fortuna esistono metodi semplici e veloci per misurare l’entità delle perdite di quanto esce dalla sala compressori (che in genere si aggira intorno al 25-30%, con punte fino al 50%!).

Per garantire l’efficientamento del proprio impianto, dunque, l’unico approccio possibile è una corretta gestione manutentiva che parta da una rigorosa ricerca e gestione delle perdite (i migliori risultati si ottengono con la ricerca ad ultrasuoni) e che minimizzi gli sprechi. Solo a quel punto si può pensare ad investire sulla tecnologia di compressione.

Con questo ovviamente non stiamo dicendo che la tecnologia non conti, anzi: è il cuore pulsante della strategia di intervento. Solo scegliendo con coerenza rispetto ai propri fabbisogni di consumo la giusta tecnologia – o combinazione di tecnologie – possiamo migliorare il consumo specifico di sala (il famigerato kWh/Nm3, incubo di tutti i compressoristi). Ma se si vuole ottenere al contempo efficienza tecnologica e gestionale bisogna considerare la sala compressori e il sistema di distribuzione come un’unica entità: gestendoli correttamente entrambi si influenzeranno reciprocamente in maniera positiva.

Contatta l’autore: luciano.telli@progettoenergiaefficiente.it

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