Aria compressa, cambia tutto: i tuoi dipendenti sono pronti?

Da un po’ di tempo a questa parte, tutti parlano della quarta rivoluzione industriale e i maggiori operatori del settore non perdono l’occasione di mostrarsi player di questo cambiamento sostanziale nel modo di fare industria. Le fiere internazionali e nazionali si propongono portatrici dei prodotti e diffusori delle innovazioni tecnologiche che si fanno avanti in questo ambito, a volte andandosi sui piedi l’una con l’altra pur di essere “sul pezzo”.

Ma di cosa parliamo? Di un mondo dove le macchine sono in grado di dialogare tra loro e autogestirsi, di farsi l’autodiagnosi, di ottimizzare la produzione con la massima flessibilità, di aumentare la qualità, ridurre il costo specifico, risparmiando tempo e energia attraverso la gestione, in termini integrati e avanzati, della catena del processo industriale.

I vari processi, seppur supervisionati dall’operatore, sono in grado di evolvere autonomamente, utilizzando reti di sensori avanzati, processori di decisione locali e dispositivi di “storage dati” incorporati nei semilavorati in via di trasformazione, oltre a usufruire di un evoluto sistema informativo gestionale.

Non si tratta, quindi, solo di una innovazione che riguarda l’informatizzazione della fabbrica, ma, soprattutto, di un cambiamento di cultura che, per essere realizzato, ha bisogno anche di una condivisione operativa tra vari “momenti” aziendali: ricerca e sviluppo, ufficio acquisti, produzione, logistica, oltre che con interlocutori esterni alla fabbrica.

Molti parlano di tali argomenti per mostrarsi sulla cresta dell’onda. Ma quanti sono quelli che si preoccupano di preparare il personale che deve operare in questa nuova realtà? Solo pochi, per ora: solo i leader, che hanno promosso questa rivoluzione, che hanno capito che, per crearsi un nuovo mercato, non basta partecipare od organizzare convegni e stampare dépliant, ma è necessario preparare nuove figure aziendali esterne, in grado di gestire il cambiamento. Figure che saranno i nuovi clienti, i nuovi interlocutori, in grado di capire cosa loro serve e cosa possono ottenere con le nuove tecnologie.

Insomma, possiamo dire che, oltre che nell’investimento in ricerca e sviluppo, oggi si deve investire in formazione dei propri dipendenti. Ma anche e, forse, soprattutto di quelli dei propri clienti.

Contatta l’autore: redazione@progettoenergiaefficiente.it

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