4 problemi fisici (e i metodi per combatterli) di chi lavora molte ore a una scrivania

Autore: Bianca Melzi D’Eril

Non c'è vera ricchezza all'infuori dell'umano lavoro Condividi il Tweet

scriveva P.B.Shelley. Tutto vero, oggi più che mai. Ma le medaglie hanno sempre due facce, e se un tempo il corpo si logorava per un eccessivo carico fisico durante le attività quotidiane, oggi si consuma e si ammala per il carico “tecnologico” che subisce chi lavora per 6 o più ore al giorno a una scrivania.

Le cosiddette Technological Disease sono dovute soprattutto all’uso computer, a un’inadeguata postazione di lavoro (in termini di localizzazione monitor, tastiera, mouse), all’utilizzo di mouse non ergonomici, alla mancanza di sostegni o appoggi adeguati per avambraccio, polso, mano e a un’inadatta, obbligata e prolungata posizione seduta.

Ecco le quattro tipologie di problematiche più ricorrenti di chi lavora a una scrivania:

  1. Sindrome del Tunnel Carpale – causata da compressione del nervo mediano, comporta solitamente riduzione della sensibilità, dolore, formicolii, perdita di forza della mano (soprattutto le prime tre dita) e dell’avambraccio.
  2. Mouse/Keyboard Shoulder – una patologia dovuta all’uso di mouse non ergonomici e ad un errato assetto della postazione di lavoro. Gli effetti sono lo scatenarsi di uno stato infiammatorio doloroso che, se trascurato, tende a cronicizzare con conseguente riduzione dell’articolarità della spalla, disagio e impotenza funzionale.
  3. Radiculopatia cervicale – una gamma di disturbi causati da cambiamenti strutturali della colonna e dei tessuti molli circostanti, i cui sintomi principali sono dolore, senso di pesantezza/blocco, debolezza, tensione, emicrania irradiati anche alle spalle, arti superiori, collo, nuca.
  4. Low Back Pain – più comunemente noto come mal di schiena, con o senza irradiazione a natiche e arti inferiori, è dovuto al mantenimento protratto nel tempo di posture scorrette, sia funzionalmente che biomeccanicamente, che determinano un sovraccarico a livello della colonna lombare. Ma non solo: a ciò solitamente si accompagna un insufficiente trofismo del corsetto anatomico addomino-pelvico (core) che funziona da “puntello” per la colonna vertebrale, senza il quale mancherà di stabilità e sostegno.

Indipendentemente da ciò che un buon Medico, specialista o meno, può consigliare dal punto di vista terapeutico nel momento in cui il problema si manifesta (e molto si può fare), la prima cosa da fare è non arrivare all’esacerbarsi dei sintomi, ma prevenire con poche e semplici regole e abitudini quotidiane.

Due sono le parole d’ordine: respirare e muoversi.

Esercizi per la postura di chi sta molte ore alla scrivania

RESPIRATE. Mettetevi seduti cercando di posizionare il tronco a circa 45° rispetto alle cosce, quindi cominciate a inspirare dal naso e contemporaneamente gonfiate l’addome come un palloncino senza sollevare troppo il torace, il tutto lentamente in tre tempi; poi espirate dalla bocca semiaperta e sgonfiate l’addome, sempre in tre tempi. Ripetete per circa 15 volte e comunque tutte le volte che vi viene in mente, fino a che non diventerà un’abitudine.

MUOVETEVI. Da seduti sollevate il moncone delle spalle e quindi ruotatelo all’indietro per 8/16 volte, associando il movimento all’atto espiratorio. Afferrate delicatamente con una mano il polso controlaterale e ruotate la mano corrispondente dentro, fuori e in flesso estensione.
Aprite e chiudete ripetutamente (ma senza stringere) le mani a pugno con braccia avanti, in alto, in fuori.
Inclinate il capo a destra, sinistra, flettetelo avanti, ruotatelo a destra e sinistra, sempre molto lentamente oppure anche mantenendo ciascuna posizione per circa 30 secondi.
Alzatevi dalla sedia o scendete dall’auto ogni ora e mezza/max due ore di immobilità, passeggiate, se ci sono fate le scale, sgranchite gambe e schiena per almeno 10 minuti.

Daisaku Ikeda, maestro buddhista giapponese di grande saggezza e spiritualità, risponde a tono a Mr. Shelley e alla citazione con cui ho aperto questo articolo: “Spezzare il ritmo ogni tanto è importante. Se ne guadagna in vitalità, ci si rinfranca la mente, non si riesce a creare nessun valore se si lavora in modo da ridursi come stracci“.

Contatta l’autore: redazione@progettoenergiaefficiente.it

EMERGENZA ENERGETICA

Scarica la guida gratis!
Condividi questo articolo